venerdì 22 settembre 2017
giovedì 14 settembre 2017
La cucina in tutti i sensi
la tempura secondo Chef Rubio
"Con questa produzione - spiega Chef Rubio - abbiamo voluto mettere in atto un ulteriore esempio d'integrazione in cucina. Con il gruppo di lavoro si è provato a dosare il parlato, il segnato e l'audio per restituire un prodotto democratico, che sia piacevole per un pubblico sempre più vasto, con e senza abilità sensoriali".
"Con questa produzione - spiega Chef Rubio - abbiamo voluto mettere in atto un ulteriore esempio d'integrazione in cucina. Con il gruppo di lavoro si è provato a dosare il parlato, il segnato e l'audio per restituire un prodotto democratico, che sia piacevole per un pubblico sempre più vasto, con e senza abilità sensoriali".
Insegnare la Lingua dei segni a scuola?
"E' fonte di cultura e favorisce l'empatia"
Rinforza i processi di percezione e memoria visiva, impone di mantenere il contatto oculare, favorisce la capacità di concentrazione e rende più propensi all’ascolto attivo.
Ecco perché la Lis andrebbe insegnata a tutti i bambini, fin da piccoli.
Irene Colavito (Università di Trieste): “Impone un punto di vista fuori dagli schemi”.
Redattore Sociale, 8 settembre 2017
mercoledì 13 settembre 2017
Tom Clerc: agente segreto sordo
Press-In anno IX / n. 2260
Il Corriere della Sera del 13-09-2017
"Sign Gene", al cinema arrivano i supereroi sordi mutanti
di Michela Trigari
Il loro potere è generato dalla lingua dei segni. Prodotto e diretto da Emilio Insolera, girato tra Giappone, Stati Uniti e Italia, il film ha un’unica data: il 14 settembre.
MILANO. Molto di più di uno 007 non udente. Tom Clerc è un agente segreto sordo della Qia, un’agenzia di intelligence affiliata al Pentagono composta da mutanti. Ha in sé un potente gene, uno dei 29 in grado di creare poteri sovrannaturali attraverso l’uso della lingua dei segni, ma sfortunatamente li ha persi durante una violenta lotta contro la 1.8.8.0, un’organizzazione criminale con sede a Milano dedita allo sterminio dei mutanti portatori proprio dei “geni del segno”. Il capo della Qia lo manda in missione, insieme al suo collega Ken Wong, da New York a Osaka per investigare su un misterioso crimine. Lì Tom scoprirà che i suoi poteri non sono del tutto perduti.
Un film recitato in tre lingue dei segni.
È una trama tra la fantascienza e l’avventura quella di “Sign Gene”, un film d’azione prodotto e diretto dall’esordiente Emilio Insolera (che veste anche i panni del protagonista). Una specie di esperimento cinematografico, le cui riprese si sono snodate tra Giappone, Stati Uniti e Italia, perché oltre a essere un film parlato è anche una delle poche pellicole sul grande schermo recitate in gran parte in lingua dei segni. Ce ne sono addirittura tre: quella italiana, quella americana e quella nipponica (ogni Paese, infatti, ha la sua).
Il loro potere è generato dalla lingua dei segni. Prodotto e diretto da Emilio Insolera, girato tra Giappone, Stati Uniti e Italia, il film ha un’unica data: il 14 settembre.
MILANO. Molto di più di uno 007 non udente. Tom Clerc è un agente segreto sordo della Qia, un’agenzia di intelligence affiliata al Pentagono composta da mutanti. Ha in sé un potente gene, uno dei 29 in grado di creare poteri sovrannaturali attraverso l’uso della lingua dei segni, ma sfortunatamente li ha persi durante una violenta lotta contro la 1.8.8.0, un’organizzazione criminale con sede a Milano dedita allo sterminio dei mutanti portatori proprio dei “geni del segno”. Il capo della Qia lo manda in missione, insieme al suo collega Ken Wong, da New York a Osaka per investigare su un misterioso crimine. Lì Tom scoprirà che i suoi poteri non sono del tutto perduti.
Un film recitato in tre lingue dei segni.
È una trama tra la fantascienza e l’avventura quella di “Sign Gene”, un film d’azione prodotto e diretto dall’esordiente Emilio Insolera (che veste anche i panni del protagonista). Una specie di esperimento cinematografico, le cui riprese si sono snodate tra Giappone, Stati Uniti e Italia, perché oltre a essere un film parlato è anche una delle poche pellicole sul grande schermo recitate in gran parte in lingua dei segni. Ce ne sono addirittura tre: quella italiana, quella americana e quella nipponica (ogni Paese, infatti, ha la sua).
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